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NUMERO 12
LUGLIO 2020

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NUMERO 12
LUGLIO 2020

INTERVISTA A: DR. FABRIZIO MATASSI - CHIRURGO SPECIALISTA IN ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA E CHIRURGIA DEL GINOCCHIO
DIRIGENTE MEDICO - AOU CAREGGI, FIRENZE

Il tennis non è uno sport per tutti: caviglia e gomito i più a rischio per chi lo pratica

Specialista nel trattamento delle patologie dello sport, in questi anni ha eseguito numerosi interventi su atleti professionisti. Gli abbiamo chiesto consigli e accorgimenti per tornare sui campi da tennis in sicurezza.

dr fabrizio matassi Dr. Matassi, il rischio di infortunio per gli sportivi che torneranno presto sui campi di gioco è molto alto proprio a causa dello stop forzato di questi mesi. Cosa ne pensa?
Consideriamo che sportivi agonisti e professionisti sono ad elevato rischio subito dopo la pausa estiva o a seguito di pause prolungate dagli allenamenti imposte dalle festività o da un infortunio, magari anche lieve. Per questo è necessaria una ripresa progressiva dell’attività sportiva con un recupero graduale del gesto atletico, senza essere troppo precipitosi e subire le pressioni della prestazione e dell’agonismo.
Esiste, inoltre, una categoria di pazienti di cui fanno parte gli sportivi amatoriali che in questo periodo hanno iniziato a svolgere un’attività sportiva non praticata in precedenza. Si tratta per lo più di persone che hanno cominciato a fare running per la prima volta, con problematiche posturali o legate al gesto atletico stesso, e magari in assenza di calzature idonee, su cui si instaura un infortunio da sovraccarico o da scompenso.

Parlando di sport praticabili outdoor, il tennis per le sue caratteristiche di gioco è tra gli sport più sicuri anche nella prospettiva di dover convivere con il Coronavirus ancora nei prossimi mesi. Quali sono, oltre ai benefici, i principali rischi che si corrono nella pratica?
È sicuramente uno degli sport che si presta meglio alle caratteristiche richieste di distanziamento sociale nell’era post Covid. È inoltre uno sport completo che comporta un impegno degli arti inferiori e superiori e dei muscoli del tronco. Tuttavia non è uno sport per tutti, specie per coloro che non lo hanno mai praticato o che non sono educati ai gesti atletici peculiari di questo sport. I principali infortuni connessi a questo tipo di attività sono le distorsioni di caviglia, i traumi al ginocchio, le tendinopatie a carico del gomito della spalla e del polso.

Si sente spesso parlare di gomito del tennista, le è capitato di intervenire su atleti con questa patologia?
Il gomito del tennista è la più frequente tendinopatia in chi pratica il tennis. È una tendinite dei muscoli epicondiloidei a livello della loro inserzione prossimale, sull’epicondilo omerale. La maggior parte dei casi si risolve in seguito ad un trattamento medico e fisioterapico dove tuttavia il riposo del muscolo interessato costituisce parte fondamentale nel processo di guarigione. In una prima fase, le cure fisioterapiche che prevedono Tecar Terapia e manipolazioni fasciali associate a trattamento medico con FANS risultano efficaci, nella maggior parte dei casi, associate all’impiego di un tutore di scarico.
Le forme resistenti a questo trattamento possono essere trattate con delle infiltrazioni locali di corticosteroidi o concentrati piastrinici. Non è pensabile, anche in assenza di dolore, dopo 15 giorni o un mese di inattività prendere la nostra racchetta e giocare. Prima di riprendere il gesto atletico sono utili esercizi di stretching dinamico associati a un rinforzo eccentrico e concentrico dei muscoli del polso. La ripresa dell'attività sportiva deve essere lenta e progressiva in questa fase.
Le forme resistenti ai trattamenti conservativi sono spesso legate alla scarsa aderenza ai suggerimenti proposti e alla precoce ripresa dell’attività sportiva. Le forme croniche oramai refrattarie a qualsiasi tipo di trattamento richiedono un trattamento chirurgico eseguito mediante una piccola incisione, la bonifica della regione tendinea degenerata, la disinserzione dei tendini alla giunzione osteotendinea, cruentazione dell'epicondilo e reinserzione dei tendini.

Ci sono esercizi che può indicarci e che possono essere utili per evitare di incorrere in infortuni anche alla caviglia, che è tra le parti del corpo maggiormente sollecitate nella pratica del tennis?
L’articolazione della caviglia è il secondo punto debole in chi pratica il tennis a causa dei continui cambi di direzione e atterraggi mono e bi-podalici.
Episodi di distorsioni di caviglia sono molto frequenti e oltre a danneggiare progressivamente le strutture legamentose che stabilizzano la caviglia, possono spingere lo sportivo a rinunciare all’attività sportiva. La prevenzione degli stessi riveste quindi un ruolo fondamentale, e prevede vari tipi di esercizi e l’utilizzo di cavigliere. I principali esercizi raccomandati nella prevenzione di questi infortuni sono gli esercizi propriocettivi, che consistono nel recupero della coordinazione neuro-muscolare, nel controllo della dinamica articolare e della stabilità posturale, oltre a esercizi di rinforzo e stretching della muscolatura della gamba (muscoli del polpaccio, muscoli peronei), associati ad buon tono muscolare globale. I tutori/cavigliere rappresentano un’importante fonte di stabilità esterna, non solo nell’immediato post-trauma per consentire una corretta guarigione legamentosa, ma anche e soprattutto in coloro che presentano episodi multipli di distorsione.

In quali casi ritiene che l’utilizzo di un’ortesi possa essere di supporto?
I tutori per epicondilite riducono la tensione a livello dell’unità muscolo-tendinea del gomito, riducendo ulteriori potenziali forze dannose/traumi distrattivi in grado di peggiorare il quadro clinico, a garanzia di un rapido miglioramento della sintomatologia.

Ha avuto modo di testare i prodotti FGP Epibrace® Pro e la cavigliera 8Light? Cosa ne pensa?
Il tutore Epibrace® Pro, che ho avuto modo di consigliare ai miei atleti, è in grado di fornire ottimi risultati consentendo allo sportivo di ridurre il rischio di recidiva della fase acuta del dolore dopo avere ripreso la pratica dell’attività sportiva. Per quanto riguarda la caviglia, soprattutto nelle forme di instabilità cronica, l’uso delle ortesi di supporto consente di ridurre la recidiva delle distorsioni, e il conseguente deterioramento dell’articolazione. La cavigliera 8Light si configura come uno strumento preventivo fondamentale nello sportivo che non vuole (e non deve) interrompere l’attività sportiva per paura di nuovi episodi distorsivi. I pazienti a cui ho consigliato questo supporto riferiscono che si tratta di una cavigliera molto semplice da indossare, che si adatta perfettamente all’anatomia del piede e alle varie calzature e conferisce significativa stabilità.

Dr. Fabrizio Matassi

Il tennis non è uno sport per tutti: caviglia e gomito i più a rischio per chi lo pratica

Specialista nel trattamento delle patologie dello sport, in questi anni ha eseguito numerosi interventi su atleti professionisti. Gli abbiamo chiesto consigli e accorgimenti per tornare sui campi da tennis in sicurezza.

dr fabrizio matassi Dr. Matassi, il rischio di infortunio per gli sportivi che torneranno presto sui campi di gioco è molto alto proprio a causa dello stop forzato di questi mesi. Cosa ne pensa?
Consideriamo che sportivi agonisti e professionisti sono ad elevato rischio subito dopo la pausa estiva o a seguito di pause prolungate dagli allenamenti imposte dalle festività o da un infortunio, magari anche lieve. Per questo è necessaria una ripresa progressiva dell’attività sportiva con un recupero graduale del gesto atletico, senza essere troppo precipitosi e subire le pressioni della prestazione e dell’agonismo.
Esiste, inoltre, una categoria di pazienti di cui fanno parte gli sportivi amatoriali che in questo periodo hanno iniziato a svolgere un’attività sportiva non praticata in precedenza. Si tratta per lo più di persone che hanno cominciato a fare running per la prima volta, con problematiche posturali o legate al gesto atletico stesso, e magari in assenza di calzature idonee, su cui si instaura un infortunio da sovraccarico o da scompenso.

Parlando di sport praticabili outdoor, il tennis per le sue caratteristiche di gioco è tra gli sport più sicuri anche nella prospettiva di dover convivere con il Coronavirus ancora nei prossimi mesi. Quali sono, oltre ai benefici, i principali rischi che si corrono nella pratica?
È sicuramente uno degli sport che si presta meglio alle caratteristiche richieste di distanziamento sociale nell’era post Covid. È inoltre uno sport completo che comporta un impegno degli arti inferiori e superiori e dei muscoli del tronco. Tuttavia non è uno sport per tutti, specie per coloro che non lo hanno mai praticato o che non sono educati ai gesti atletici peculiari di questo sport. I principali infortuni connessi a questo tipo di attività sono le distorsioni di caviglia, i traumi al ginocchio, le tendinopatie a carico del gomito della spalla e del polso.

Si sente spesso parlare di gomito del tennista, le è capitato di intervenire su atleti con questa patologia?
Il gomito del tennista è la più frequente tendinopatia in chi pratica il tennis. È una tendinite dei muscoli epicondiloidei a livello della loro inserzione prossimale, sull’epicondilo omerale. La maggior parte dei casi si risolve in seguito ad un trattamento medico e fisioterapico dove tuttavia il riposo del muscolo interessato costituisce parte fondamentale nel processo di guarigione. In una prima fase, le cure fisioterapiche che prevedono Tecar Terapia e manipolazioni fasciali associate a trattamento medico con FANS risultano efficaci, nella maggior parte dei casi, associate all’impiego di un tutore di scarico.
Le forme resistenti a questo trattamento possono essere trattate con delle infiltrazioni locali di corticosteroidi o concentrati piastrinici. Non è pensabile, anche in assenza di dolore, dopo 15 giorni o un mese di inattività prendere la nostra racchetta e giocare. Prima di riprendere il gesto atletico sono utili esercizi di stretching dinamico associati a un rinforzo eccentrico e concentrico dei muscoli del polso. La ripresa dell'attività sportiva deve essere lenta e progressiva in questa fase.
Le forme resistenti ai trattamenti conservativi sono spesso legate alla scarsa aderenza ai suggerimenti proposti e alla precoce ripresa dell’attività sportiva. Le forme croniche oramai refrattarie a qualsiasi tipo di trattamento richiedono un trattamento chirurgico eseguito mediante una piccola incisione, la bonifica della regione tendinea degenerata, la disinserzione dei tendini alla giunzione osteotendinea, cruentazione dell'epicondilo e reinserzione dei tendini.

Ci sono esercizi che può indicarci e che possono essere utili per evitare di incorrere in infortuni anche alla caviglia, che è tra le parti del corpo maggiormente sollecitate nella pratica del tennis?
L’articolazione della caviglia è il secondo punto debole in chi pratica il tennis a causa dei continui cambi di direzione e atterraggi mono e bi-podalici.
Episodi di distorsioni di caviglia sono molto frequenti e oltre a danneggiare progressivamente le strutture legamentose che stabilizzano la caviglia, possono spingere lo sportivo a rinunciare all’attività sportiva. La prevenzione degli stessi riveste quindi un ruolo fondamentale, e prevede vari tipi di esercizi e l’utilizzo di cavigliere. I principali esercizi raccomandati nella prevenzione di questi infortuni sono gli esercizi propriocettivi, che consistono nel recupero della coordinazione neuro-muscolare, nel controllo della dinamica articolare e della stabilità posturale, oltre a esercizi di rinforzo e stretching della muscolatura della gamba (muscoli del polpaccio, muscoli peronei), associati ad buon tono muscolare globale. I tutori/cavigliere rappresentano un’importante fonte di stabilità esterna, non solo nell’immediato post-trauma per consentire una corretta guarigione legamentosa, ma anche e soprattutto in coloro che presentano episodi multipli di distorsione.

In quali casi ritiene che l’utilizzo di un’ortesi possa essere di supporto?
I tutori per epicondilite riducono la tensione a livello dell’unità muscolo-tendinea del gomito, riducendo ulteriori potenziali forze dannose/traumi distrattivi in grado di peggiorare il quadro clinico, a garanzia di un rapido miglioramento della sintomatologia.

Ha avuto modo di testare i prodotti FGP Epibrace® Pro e la cavigliera 8Light? Cosa ne pensa?
Il tutore Epibrace® Pro, che ho avuto modo di consigliare ai miei atleti, è in grado di fornire ottimi risultati consentendo allo sportivo di ridurre il rischio di recidiva della fase acuta del dolore dopo avere ripreso la pratica dell’attività sportiva. Per quanto riguarda la caviglia, soprattutto nelle forme di instabilità cronica, l’uso delle ortesi di supporto consente di ridurre la recidiva delle distorsioni, e il conseguente deterioramento dell’articolazione. La cavigliera 8Light si configura come uno strumento preventivo fondamentale nello sportivo che non vuole (e non deve) interrompere l’attività sportiva per paura di nuovi episodi distorsivi. I pazienti a cui ho consigliato questo supporto riferiscono che si tratta di una cavigliera molto semplice da indossare, che si adatta perfettamente all’anatomia del piede e alle varie calzature e conferisce significativa stabilità.

Dr. Fabrizio Matassi

Il tennis non è uno sport per tutti: caviglia e gomito i più a rischio per chi lo pratica

Specialista nel trattamento delle patologie dello sport, in questi anni ha eseguito numerosi interventi su atleti professionisti. Gli abbiamo chiesto consigli e accorgimenti per tornare sui campi da tennis in sicurezza.

dr fabrizio matassi Dr. Matassi, il rischio di infortunio per gli sportivi che torneranno presto sui campi di gioco è molto alto proprio a causa dello stop forzato di questi mesi. Cosa ne pensa?
Consideriamo che sportivi agonisti e professionisti sono ad elevato rischio subito dopo la pausa estiva o a seguito di pause prolungate dagli allenamenti imposte dalle festività o da un infortunio, magari anche lieve. Per questo è necessaria una ripresa progressiva dell’attività sportiva con un recupero graduale del gesto atletico, senza essere troppo precipitosi e subire le pressioni della prestazione e dell’agonismo.
Esiste, inoltre, una categoria di pazienti di cui fanno parte gli sportivi amatoriali che in questo periodo hanno iniziato a svolgere un’attività sportiva non praticata in precedenza. Si tratta per lo più di persone che hanno cominciato a fare running per la prima volta, con problematiche posturali o legate al gesto atletico stesso, e magari in assenza di calzature idonee, su cui si instaura un infortunio da sovraccarico o da scompenso.

Parlando di sport praticabili outdoor, il tennis per le sue caratteristiche di gioco è tra gli sport più sicuri anche nella prospettiva di dover convivere con il Coronavirus ancora nei prossimi mesi. Quali sono, oltre ai benefici, i principali rischi che si corrono nella pratica?
È sicuramente uno degli sport che si presta meglio alle caratteristiche richieste di distanziamento sociale nell’era post Covid. È inoltre uno sport completo che comporta un impegno degli arti inferiori e superiori e dei muscoli del tronco. Tuttavia non è uno sport per tutti, specie per coloro che non lo hanno mai praticato o che non sono educati ai gesti atletici peculiari di questo sport. I principali infortuni connessi a questo tipo di attività sono le distorsioni di caviglia, i traumi al ginocchio, le tendinopatie a carico del gomito della spalla e del polso.

Si sente spesso parlare di gomito del tennista, le è capitato di intervenire su atleti con questa patologia?
Il gomito del tennista è la più frequente tendinopatia in chi pratica il tennis. È una tendinite dei muscoli epicondiloidei a livello della loro inserzione prossimale, sull’epicondilo omerale. La maggior parte dei casi si risolve in seguito ad un trattamento medico e fisioterapico dove tuttavia il riposo del muscolo interessato costituisce parte fondamentale nel processo di guarigione. In una prima fase, le cure fisioterapiche che prevedono Tecar Terapia e manipolazioni fasciali associate a trattamento medico con FANS risultano efficaci, nella maggior parte dei casi, associate all’impiego di un tutore di scarico.
Le forme resistenti a questo trattamento possono essere trattate con delle infiltrazioni locali di corticosteroidi o concentrati piastrinici. Non è pensabile, anche in assenza di dolore, dopo 15 giorni o un mese di inattività prendere la nostra racchetta e giocare. Prima di riprendere il gesto atletico sono utili esercizi di stretching dinamico associati a un rinforzo eccentrico e concentrico dei muscoli del polso. La ripresa dell'attività sportiva deve essere lenta e progressiva in questa fase.
Le forme resistenti ai trattamenti conservativi sono spesso legate alla scarsa aderenza ai suggerimenti proposti e alla precoce ripresa dell’attività sportiva. Le forme croniche oramai refrattarie a qualsiasi tipo di trattamento richiedono un trattamento chirurgico eseguito mediante una piccola incisione, la bonifica della regione tendinea degenerata, la disinserzione dei tendini alla giunzione osteotendinea, cruentazione dell'epicondilo e reinserzione dei tendini.

Ci sono esercizi che può indicarci e che possono essere utili per evitare di incorrere in infortuni anche alla caviglia, che è tra le parti del corpo maggiormente sollecitate nella pratica del tennis?
L’articolazione della caviglia è il secondo punto debole in chi pratica il tennis a causa dei continui cambi di direzione e atterraggi mono e bi-podalici.
Episodi di distorsioni di caviglia sono molto frequenti e oltre a danneggiare progressivamente le strutture legamentose che stabilizzano la caviglia, possono spingere lo sportivo a rinunciare all’attività sportiva. La prevenzione degli stessi riveste quindi un ruolo fondamentale, e prevede vari tipi di esercizi e l’utilizzo di cavigliere. I principali esercizi raccomandati nella prevenzione di questi infortuni sono gli esercizi propriocettivi, che consistono nel recupero della coordinazione neuro-muscolare, nel controllo della dinamica articolare e della stabilità posturale, oltre a esercizi di rinforzo e stretching della muscolatura della gamba (muscoli del polpaccio, muscoli peronei), associati ad buon tono muscolare globale. I tutori/cavigliere rappresentano un’importante fonte di stabilità esterna, non solo nell’immediato post-trauma per consentire una corretta guarigione legamentosa, ma anche e soprattutto in coloro che presentano episodi multipli di distorsione.

In quali casi ritiene che l’utilizzo di un’ortesi possa essere di supporto?
I tutori per epicondilite riducono la tensione a livello dell’unità muscolo-tendinea del gomito, riducendo ulteriori potenziali forze dannose/traumi distrattivi in grado di peggiorare il quadro clinico, a garanzia di un rapido miglioramento della sintomatologia.

Ha avuto modo di testare i prodotti FGP Epibrace® Pro e la cavigliera 8Light? Cosa ne pensa?
Il tutore Epibrace® Pro, che ho avuto modo di consigliare ai miei atleti, è in grado di fornire ottimi risultati consentendo allo sportivo di ridurre il rischio di recidiva della fase acuta del dolore dopo avere ripreso la pratica dell’attività sportiva. Per quanto riguarda la caviglia, soprattutto nelle forme di instabilità cronica, l’uso delle ortesi di supporto consente di ridurre la recidiva delle distorsioni, e il conseguente deterioramento dell’articolazione. La cavigliera 8Light si configura come uno strumento preventivo fondamentale nello sportivo che non vuole (e non deve) interrompere l’attività sportiva per paura di nuovi episodi distorsivi. I pazienti a cui ho consigliato questo supporto riferiscono che si tratta di una cavigliera molto semplice da indossare, che si adatta perfettamente all’anatomia del piede e alle varie calzature e conferisce significativa stabilità.

Dr. Fabrizio Matassi