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NUMERO 10
GIUGNO 2019

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NUMERO 10
GIUGNO 2019

INTERVISTA A: dr. Stefano NEROZZI - Tecnico ortopedico
Ortopedia Sanitaria Malpighi (BO)

Fedeli alleati contro
la lombocruralgia

I corsetti di nuova generazione devono essere dotati di ulteriori tiranti in aggiunta alle 4 stecche classiche di supporto paravertebrale per aiutare il paziente a seconda dello stato di infiammazione in atto.

dr gianluca castellarinLa lombocrualgia è una patologia che provoca un dolore intenso a causa dell’infiammazione del nervo crurale.
Quali sono i soggetti più a rischio? Può colpire anche in giovane età?

I soggetti più a rischio sono sicuramente persone che hanno svolto attività lavorative che comportano un affaticamento fisico, come ad esempio il magazziniere o il facchino, o comunque lavori manuali intensi.
Tra le cause possono esserci anche la postura scorretta, la sedentarietà, che a loro volta comportano rigidità della colonna vertebrale e perdita del tono muscolare.
Altra causa non meno importante, l’obesità.
Pertanto, la fascia d’età colpita può considerarsi indicativamente compresa tra i 35 e i 55 anni, e quindi interessare anche un pubblico relativamente giovane.

In questo contesto, che caratteristiche deve avere un corsetto ortopedico per alleviare il dolore, ma anche per consentire la ripresa del paziente?
Possiamo dire che i corsetti di nuova generazione, sia in versione bassa che in versione alta, devono essere dotati di ulteriori tiranti in aggiunta alle 4 stecche classiche di supporto paravertebrale.
Solo così aiutano il paziente a gestire più o meno la tensione del corsetto stesso, a seconda dello stato di infiammazione in atto.

Che ruolo svolge l’attività fisica in affiancamento all’uso del corsetto per la ripresa della mobilità?
Quali sono le attività più indicate, e quali invece da evitare?

L’attività fisica è sicuramente importante, in affiancamento soprattutto alla terapia elettromedicale farmacologica, sempre personalizzata in base ai sintomi.
In caso di persistenza del dolore possono essere utili esercizi posturali eseguiti sotto la guida di un professionista, ossia di un fisioterapista.
Ritengo siano da evitare sicuramente tutti i movimenti che provocano dolore, e tra le attività sportive indubbiamente la corsa, controindicata soprattutto nelle fasi di dolore più acuto.

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la lombocruralgia

I corsetti di nuova generazione devono essere dotati di ulteriori tiranti in aggiunta alle 4 stecche classiche di supporto paravertebrale per aiutare il paziente a seconda dello stato di infiammazione in atto.

dr gianluca castellarinLa lombocrualgia è una patologia che provoca un dolore intenso a causa dell’infiammazione del nervo crurale.
Quali sono i soggetti più a rischio? Può colpire anche in giovane età?

I soggetti più a rischio sono sicuramente persone che hanno svolto attività lavorative che comportano un affaticamento fisico, come ad esempio il magazziniere o il facchino, o comunque lavori manuali intensi.
Tra le cause possono esserci anche la postura scorretta, la sedentarietà, che a loro volta comportano rigidità della colonna vertebrale e perdita del tono muscolare.
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Pertanto, la fascia d’età colpita può considerarsi indicativamente compresa tra i 35 e i 55 anni, e quindi interessare anche un pubblico relativamente giovane.

In questo contesto, che caratteristiche deve avere un corsetto ortopedico per alleviare il dolore, ma anche per consentire la ripresa del paziente?
Possiamo dire che i corsetti di nuova generazione, sia in versione bassa che in versione alta, devono essere dotati di ulteriori tiranti in aggiunta alle 4 stecche classiche di supporto paravertebrale.
Solo così aiutano il paziente a gestire più o meno la tensione del corsetto stesso, a seconda dello stato di infiammazione in atto.

Che ruolo svolge l’attività fisica in affiancamento all’uso del corsetto per la ripresa della mobilità?
Quali sono le attività più indicate, e quali invece da evitare?

L’attività fisica è sicuramente importante, in affiancamento soprattutto alla terapia elettromedicale farmacologica, sempre personalizzata in base ai sintomi.
In caso di persistenza del dolore possono essere utili esercizi posturali eseguiti sotto la guida di un professionista, ossia di un fisioterapista.
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Quali sono i soggetti più a rischio? Può colpire anche in giovane età?

I soggetti più a rischio sono sicuramente persone che hanno svolto attività lavorative che comportano un affaticamento fisico, come ad esempio il magazziniere o il facchino, o comunque lavori manuali intensi.
Tra le cause possono esserci anche la postura scorretta, la sedentarietà, che a loro volta comportano rigidità della colonna vertebrale e perdita del tono muscolare.
Altra causa non meno importante, l’obesità.
Pertanto, la fascia d’età colpita può considerarsi indicativamente compresa tra i 35 e i 55 anni, e quindi interessare anche un pubblico relativamente giovane.

In questo contesto, che caratteristiche deve avere un corsetto ortopedico per alleviare il dolore, ma anche per consentire la ripresa del paziente?
Possiamo dire che i corsetti di nuova generazione, sia in versione bassa che in versione alta, devono essere dotati di ulteriori tiranti in aggiunta alle 4 stecche classiche di supporto paravertebrale.
Solo così aiutano il paziente a gestire più o meno la tensione del corsetto stesso, a seconda dello stato di infiammazione in atto.

Che ruolo svolge l’attività fisica in affiancamento all’uso del corsetto per la ripresa della mobilità?
Quali sono le attività più indicate, e quali invece da evitare?

L’attività fisica è sicuramente importante, in affiancamento soprattutto alla terapia elettromedicale farmacologica, sempre personalizzata in base ai sintomi.
In caso di persistenza del dolore possono essere utili esercizi posturali eseguiti sotto la guida di un professionista, ossia di un fisioterapista.
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