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NUMERO 9
DICEMBRE 2018

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NUMERO 9
DICEMBRE 2018

INTERVISTA A: Dr. LUCA SAVANT - MEDICO FISIATRA
CENTRO RIABILITATIVO MIOS CALUSO (TO)

Gonartrosi e attività fisica: il movimento è fondamentale ma occorre equilibrio

L’artrosi è un processo che investe non soltanto l’ambiente articolare, ma in modo più esteso anche i tessuti molli periferici.

dr luca savantIl movimento è considerato alla base del corretto funzionamento delle articolazioni e del corpo nel suo complesso.
Quando si parla di gonartrosi però, è pensiero comune che le articolazioni colpite debbano essere utilizzate il meno possibile.
Pensa che sia un tabù da sfatare?

Senza dubbio, ma occorre equilibrio. L’artrosi è un processo che investe non soltanto l’ambiente articolare, ma in modo più esteso anche i tessuti molli periferici, (fasce, legamenti, capsula e muscoli).
Una scarsa attività può peggiorare il trofismo di questi tessuti, ridurre gli stimoli meccanici sull’osso, peggiorare la qualità della funzione vascolare e decondizionare il paziente anziano con conseguente riduzione delle performace funzionali.
D’altro canto, un’attività eccessiva può risultare troppo usurante e produrre un eccesso di eventi infiammatori. è consigliata quindi un’attività dinamica e aerobica con resistenze medio-basse.

Alcune tra le problematiche più comuni al giorno d’oggi sono di natura posturale.
Quanto possono incidere sull’insorgere dell’artrosi del ginocchio?

Molto, basti pensare che molte problematiche del ginocchio derivano da un’alterazione dell’asse dell’anca, sia in varo/valgo che in rotazione.
Anche i dismorfismi/paramorfismi del piede possono influenzare il ginocchio, benché in misura generalmente minore rispetto all’anca.
L’equilibrio miofasciale e funzionale degli adduttori/abduttori di anca e di quadricipite/ischiocrurali è quindi cruciale nel creare le corrette condizioni di lavoro biomeccanico del ginocchio.
In sua assenza possono sorgere problematiche dolorose sia nel paziente adulto/anziano, sia nello sportivo.

Le persone che soffrono di gonartrosi possono gestire in autonomia i disturbi causati da questa patologia?
E cosa succede se la si trascura?

In una fase molto iniziale e con basse richieste funzionali è possibile, attraverso la spontanea riduzione dei carichi di lavoro e le basilari terapie antinfiammatorie (ghiaccio e antinfiammatori).
Tuttavia, per inquadrare a fondo il problema e analizzare i fattori posturali e metabolici è importante rivolgersi ad uno specialista.
La migliore gestione della problematica artrosica, che è per definizione cronica, passa attraverso la pianificazione di un preciso programma di terapia e prevenzione. La gestione “fai da te” conduce quasi sempre a danni maggiori, che spesso non sono reversibili e impiegano importanti risorse terapeutiche.

Che tipo di esercizi consiglia a chi soffre di artrosi di ginocchio e non pratica attività sportive continuative?
Le camminate a media andatura sono consigliate, utilizzando scarpe adeguatamente ammortizzate e con un buon sostegno del retropiede.
Vanno evitati gli eccessivi dislivelli. Anche la bici/cyclette è consigliata. Gli esercizi in acqua sono altrettanto utili, soprattutto sul comparto venoso.
Un buon timing può essere 20-30 minuti al giorno ad intensità medio-bassa, da adattare tuttavia alle capacità e alle risorse del singolo paziente. Vanno comunque evitate attività eccessivamente faticose e gravose.

Hanno dato ottimi risultati in affiancamento a specifiche terapie conservative e motorie.

Ritengo assolutamente consigliabile questa nuova linea per assistere il paziente in questo compito, lavorando con lui attivamente e fornendo supporto solo quando necessario.

Gonartrosi e attività fisica: il movimento è fondamentale ma occorre equilibrio

L’artrosi è un processo che investe non soltanto l’ambiente articolare, ma in modo più esteso anche i tessuti molli periferici.

dr luca savantIl movimento è considerato alla base del corretto funzionamento delle articolazioni e del corpo nel suo complesso.
Quando si parla di gonartrosi però, è pensiero comune che le articolazioni colpite debbano essere utilizzate il meno possibile.
Pensa che sia un tabù da sfatare?

Senza dubbio, ma occorre equilibrio. L’artrosi è un processo che investe non soltanto l’ambiente articolare, ma in modo più esteso anche i tessuti molli periferici, (fasce, legamenti, capsula e muscoli).
Una scarsa attività può peggiorare il trofismo di questi tessuti, ridurre gli stimoli meccanici sull’osso, peggiorare la qualità della funzione vascolare e decondizionare il paziente anziano con conseguente riduzione delle performace funzionali.
D’altro canto, un’attività eccessiva può risultare troppo usurante e produrre un eccesso di eventi infiammatori. è consigliata quindi un’attività dinamica e aerobica con resistenze medio-basse.

Alcune tra le problematiche più comuni al giorno d’oggi sono di natura posturale.
Quanto possono incidere sull’insorgere dell’artrosi del ginocchio?

Molto, basti pensare che molte problematiche del ginocchio derivano da un’alterazione dell’asse dell’anca, sia in varo/valgo che in rotazione.
Anche i dismorfismi/paramorfismi del piede possono influenzare il ginocchio, benché in misura generalmente minore rispetto all’anca.
L’equilibrio miofasciale e funzionale degli adduttori/abduttori di anca e di quadricipite/ischiocrurali è quindi cruciale nel creare le corrette condizioni di lavoro biomeccanico del ginocchio.
In sua assenza possono sorgere problematiche dolorose sia nel paziente adulto/anziano, sia nello sportivo.

Le persone che soffrono di gonartrosi possono gestire in autonomia i disturbi causati da questa patologia?
E cosa succede se la si trascura?

In una fase molto iniziale e con basse richieste funzionali è possibile, attraverso la spontanea riduzione dei carichi di lavoro e le basilari terapie antinfiammatorie (ghiaccio e antinfiammatori).
Tuttavia, per inquadrare a fondo il problema e analizzare i fattori posturali e metabolici è importante rivolgersi ad uno specialista.
La migliore gestione della problematica artrosica, che è per definizione cronica, passa attraverso la pianificazione di un preciso programma di terapia e prevenzione. La gestione “fai da te” conduce quasi sempre a danni maggiori, che spesso non sono reversibili e impiegano importanti risorse terapeutiche.

Che tipo di esercizi consiglia a chi soffre di artrosi di ginocchio e non pratica attività sportive continuative?
Le camminate a media andatura sono consigliate, utilizzando scarpe adeguatamente ammortizzate e con un buon sostegno del retropiede.
Vanno evitati gli eccessivi dislivelli. Anche la bici/cyclette è consigliata. Gli esercizi in acqua sono altrettanto utili, soprattutto sul comparto venoso.
Un buon timing può essere 20-30 minuti al giorno ad intensità medio-bassa, da adattare tuttavia alle capacità e alle risorse del singolo paziente. Vanno comunque evitate attività eccessivamente faticose e gravose.

Hanno dato ottimi risultati in affiancamento a specifiche terapie conservative e motorie.

Ritengo assolutamente consigliabile questa nuova linea per assistere il paziente in questo compito, lavorando con lui attivamente e fornendo supporto solo quando necessario.

Gonartrosi e attività fisica: il movimento è fondamentale ma occorre equilibrio

L’artrosi è un processo che investe non soltanto l’ambiente articolare, ma in modo più esteso anche i tessuti molli periferici.

dr luca savantIl movimento è considerato alla base del corretto funzionamento delle articolazioni e del corpo nel suo complesso.
Quando si parla di gonartrosi però, è pensiero comune che le articolazioni colpite debbano essere utilizzate il meno possibile.
Pensa che sia un tabù da sfatare?

Senza dubbio, ma occorre equilibrio. L’artrosi è un processo che investe non soltanto l’ambiente articolare, ma in modo più esteso anche i tessuti molli periferici, (fasce, legamenti, capsula e muscoli).
Una scarsa attività può peggiorare il trofismo di questi tessuti, ridurre gli stimoli meccanici sull’osso, peggiorare la qualità della funzione vascolare e decondizionare il paziente anziano con conseguente riduzione delle performace funzionali.
D’altro canto, un’attività eccessiva può risultare troppo usurante e produrre un eccesso di eventi infiammatori. è consigliata quindi un’attività dinamica e aerobica con resistenze medio-basse.

Alcune tra le problematiche più comuni al giorno d’oggi sono di natura posturale.
Quanto possono incidere sull’insorgere dell’artrosi del ginocchio?

Molto, basti pensare che molte problematiche del ginocchio derivano da un’alterazione dell’asse dell’anca, sia in varo/valgo che in rotazione.
Anche i dismorfismi/paramorfismi del piede possono influenzare il ginocchio, benché in misura generalmente minore rispetto all’anca.
L’equilibrio miofasciale e funzionale degli adduttori/abduttori di anca e di quadricipite/ischiocrurali è quindi cruciale nel creare le corrette condizioni di lavoro biomeccanico del ginocchio.
In sua assenza possono sorgere problematiche dolorose sia nel paziente adulto/anziano, sia nello sportivo.

Le persone che soffrono di gonartrosi possono gestire in autonomia i disturbi causati da questa patologia?
E cosa succede se la si trascura?

In una fase molto iniziale e con basse richieste funzionali è possibile, attraverso la spontanea riduzione dei carichi di lavoro e le basilari terapie antinfiammatorie (ghiaccio e antinfiammatori).
Tuttavia, per inquadrare a fondo il problema e analizzare i fattori posturali e metabolici è importante rivolgersi ad uno specialista.
La migliore gestione della problematica artrosica, che è per definizione cronica, passa attraverso la pianificazione di un preciso programma di terapia e prevenzione. La gestione “fai da te” conduce quasi sempre a danni maggiori, che spesso non sono reversibili e impiegano importanti risorse terapeutiche.

Che tipo di esercizi consiglia a chi soffre di artrosi di ginocchio e non pratica attività sportive continuative?
Le camminate a media andatura sono consigliate, utilizzando scarpe adeguatamente ammortizzate e con un buon sostegno del retropiede.
Vanno evitati gli eccessivi dislivelli. Anche la bici/cyclette è consigliata. Gli esercizi in acqua sono altrettanto utili, soprattutto sul comparto venoso.
Un buon timing può essere 20-30 minuti al giorno ad intensità medio-bassa, da adattare tuttavia alle capacità e alle risorse del singolo paziente. Vanno comunque evitate attività eccessivamente faticose e gravose.

Hanno dato ottimi risultati in affiancamento a specifiche terapie conservative e motorie.

Ritengo assolutamente consigliabile questa nuova linea per assistere il paziente in questo compito, lavorando con lui attivamente e fornendo supporto solo quando necessario.